dima
  • Roma 2014

    Felicita' e tristezza. Quando passeggio per Roma, a tutte le ore del giorno e della notte, non riesco a non coglierne la bellezza profonda, fatta dalle sue tante anime, facce, contraddizioni. Roma citta' antica e capitale dei turisti, che affollano vie e monumenti parlando le loro mille lingue, impacciati ed emozionati allo stesso tempo. Sorridono in posa, non si arrendono di fronte a nulla, la pioggia che scroscia e il sole che infuoca. Felicita', di sguardi e di luoghi. Poi c'e' la Roma vissuta da chi ha sempre fretta, da chi lavora, da chi prende l'autobus per tornare a casa. E c'e' anche la Roma di chi una casa non ce l'ha. Tristezza, la strada diventa focolare, tana, rifugio. Fuori piove, e anche dentro. Sofferenza. Poverta'. Rassegnazione. Volti che raccontano storie d'abbandono, di fuga. Di solitudine. Di una vita senza neanche un giorno bello da ricordare. Vecchi dagli occhi grandi e fieri, giovani dallo sguardo che fugge via, lontano. Come il mio. In cerca del futuro e nel bel mezzo di un presente che passa veloce e non lascia tracce, si consuma sotto un'acquazzone e prende vita dalla luce del sole che filtra tra gli alberi e dalla fredda luna che illumina un monumento. Tutto passa, tutto resta. In una foto, in un viso, in un volo d'uccelli. Questa e' la mia Roma. Quella che vedo ogni giorno, quella che vivo con l'occhio e l'anima della mia macchina fotografica. Forza e passione. Cammino e osservo. E Roma mi parla, come una vecchia signora seduta su uno sgabello sgangherato, con la sua storia regale alle spalle e una borsa rossa sulle gambe.